24/04/2010
25 Aprile 1945 l'Italia Nuova, 25 aprile 2010 L'italia Vecchia
Uno strano 25 aprile. Nel giorno del ricordo di una data che ha segnato l'inizio di una nuova Italia democratica, un 'Italia da rifondare, l'Italia di oggi, sembra istituzionalmente in balia dei venti. Come si puo' allora parlare di Riforme? In quel lontano 25 aprile di 65 anni fa tutti i partiti dell'arco parlamentare, Dal Partito Liberale Italiano, passando per la Democrazia Cristiana, il Partito Repubblicano, il Partito Social Democratico, il Partito Socialista e quello Comunista, avviarono la prima e unica (ad oggi) stagione di grandi riforme: La Costituzione Italiana.
Oggi lo scenario è desolatamente cambiato:
- Un Popolo della Libertà diviso e profondamente segnato dalle ferite, con un leader che non ama la democrazia, nemmeno quella interna al suo partito, e un ex- vice leader pentito delle scelte post predellino, appare come il Rutelli nostalgico della Margherita.
- Una Lega Nord in ascesa, ma con l'obiettivo di non "incontrare le idee dell'altro", ma di essere intransigente sulle proprie.
- L'unione di Centro, che galleggia tra nostalgie di centro-destra e innamoramenti a "macchia di leopardo", con l'area democratica riformista; in coda un Rutelli sognatore e solo.
- Un'Italia dei Valori, che è lo specchio della lega di sinistra, con tematiche differenti, ma con la stessa intransigenza e non-senso dello stato
- Un Pd che appare sempre più come il puggile "gentile" che dopo 45 incontri persi per ko, e decine di allenatori cambiati, appare segnato e frastornato dai colpi, e non si rialza dall'angolo. Anche perchè l'allenatore ombra è l'uomo con i baffetti, che in una sorta di follia generale della sua classe dirigente resta al suo posto a tenere le fila, come Domenech resta selezionatore della Francia, nonostante le sue incapacità.
- Una sinistra che come una specie in via di estinzione, anzichè ricostruire con i Vendola un'idea nuova e moderna di sinistra, pare ancora in balia dei bracconieri marxisti.
E allora in questo strano 25 aprile, ci sono tanti italiani che non vanno a votare, perchè le scelte possibili sono tante. Ma nessuna oggi credibile. In questo 25 aprile, non ci sarà un sussulto di rinnovamento. Allora caro 25 aprile, resisti nonostante i partiti che non sanno più difenderti, resisti al post seconda repubblica.
Nonostante tutto buon 25 aprile.
Marco Pazzaglia
11:50 Scritto in Politica Nazionale | Commenti (0) |
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23/04/2010
Due facce della stessa medaglia
Il problema dell'Italia è il riflesso dei due più grandi partiti; due i dittatori di partito, che annicchiliscono le minoranze finiane e veltroniane. Due minoranze che chiedono riflessioni e dialettiche interne. Due Monarchie assolute rette da un monarca reale Silvio I e da uno ombra Massimo Augusto Cesare, attraverso il fidato reggente Principe di Piacenza sir Bersani. Le compiacenze dei rispettivi referenti cattolici, da Formigoni a Rosy Bindi, fanno rabbrividire di fronte alla lezione dei Liberi e Forti. La politica, come diceva Paolo VI per un cattolico è la più alta forma di impegno sociale. Ma se i cattolici diventano paggi, abdicano al ruolo di protagonisti e si limitano al ruolo del bracciante, fedele servitore del Vassallo di turno, sia esso di Villa Milanese o di Yacht Romano. E in questo guazzabuglio i cattolici indignati e fedeli al valore morale della politica o stanno a casa o votano l'Italia ei Valori. I Cattolici intransigenti sui valori e sull'antislamismo votano Lega. A me non resta che sognare un nuovo "popolarismo" del terzo secolo, dopo l'onda lunga che attraverserà la crisi economica e politica, post II a repubblica. Ancora sprovvisti di data, sognamo la moderna dottrina sociale della chiesa, ferma sui valori, ma non timorosa di affrontare le nuovi questioni etiche del futuro.
Amen.
Marco Pazzaglia
00:47 | Commenti (1) |
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22/04/2010
C'è ancora speranza?
23:36 Scritto in Politica Nazionale | Commenti (0) |
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